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emergenza corona virus - gli aggiornamenti dalla redazione di news radio 24 di Milano 

Inps: bonus 600 euro, raggiunto 1,5 milioni di domande Il ministro Boccia: 'Chiederemo conto a chi ha causato questo disservizio, ma tutti avranno ciò che gli spetta' - Le domande per accedere il bonus di 600 euro, previsto per i lavoratori autonomi e per altre categorie, hanno raggiunto quota 1,5 milioni. Lo si apprende da fonti Inps. Un primo punto sarà fatto alle ore 16. quando termina il canale aperto per i patronati e si apre quello per i singoli cittadini. Il Garante per la Privacy ha avviato un'istruttoria sulla violazione dei dati personali legata alla 'falla' che si è aperta ieri nel sito dell'Inps, "allo scopo di effettuare opportune verifiche e valutare l'adeguatezza delle contromisure adottate dall'ente e gli interventi necessari a tutelare i diritti e le libertà degli interessati". L'Autorità sottolinea anche l'"assoluta necessità che chiunque sia venuto a conoscenza di dati personali altrui non li utilizzi ed eviti di comunicarli a terzi o diffonderli, ad esempio sui canali social". "Mi dispiace molto, ha collassato il sistema Inps, le cause le stanno verificando. Mi metto nei panni di chi ha passato una giornata davanti al computer, chiederemo conto a chi ha causato questo disservizio, ma tutti avranno ciò che gli spetta. E non c'è niente di cui vergognarsi nel chiedere gli aiuti, dovremo vergognarci noi se non troveremo strumenti per aiutare tutti". Così il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia a L'Aria che Tira su La7 rispondendo a una imprenditrice sul 'crash' del sito dell'Istituto di previdenza. Il presidente dell'Inps "ha già spiegato che il sito ha subito diversi attacchi che si sono intensificati nella giornata di ieri e per questo è stato messo in sicurezza per alcune ore, alla riapertura le domande sono continuate ad arrivare. Stamattina all'una le domande pervenute erano già 517.529 e contemporaneamente il sito, sino a mezzanotte, ha subito un ulteriore attacco molto importante ma è riuscito comunque a rimanere in piedi". Lo ha detto la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, intervenendo su Rtl 102.5. .

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Città Studi Media è una testata periodica realizzata unicamente su supporto informatico e diffusa unicamente per via telematica ovvero on line, il cui editore non ha fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, di conseguenza non è soggetta agli obblighi stabiliti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad essa non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni. (Legge 7 marzo 2001 n°62 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 21 marzo 2001 n° 67 - Sentenza della Corte di Cassazione Sezione III penale del 10 maggio 2012 n° 23230)